Gente che oggettivamente non capisce un cazzo
Oggi inauguro una nuova categoria:”gente che oggettivamente non capisce un cazzo”. La nuova nata riguarda persone con capacità intellettive inferiori alla norma. L’avverbio oggettivamente sta a sottolineare che il seguente “non capisce un cazzo” è un dato di fatto basato su un’evidenze empirica inconfutablie. Questo fa si che questa rubrica snaturi quella che è l’essenza del blog, cioè un luogo dove si esprimono opinioni, impressioni ed esperienze puramente personali. Me ne scuso con i lettori.
Per essere un po’ originale, invece di dedicare il primo articolo a Heidi Giuliani, come sarebbe giusto ma ovvio, ho deciso di dedicarlo a una categoria di persone che ha reso l’Italia famosa nel mondo: i piazzaioli.
Non ci sono refusi. Piazzaioli, non pizzaioli. I piazzaioli sono un gruppo piuttosto numeroso di italiani che ogni due settimane (nei periodi Settembre-inizio Novembre e Aprile-Maggio) si da’ appuntamento a Piazza S.Giovanni a Roma per manifestare pro o contro qualcosa. Finita la manifestazione vanno tutti a mangiare l’abbacchio dal sor Aldo, vicino Ponte Milvio.
Fino a un po’ di tempo fa i piazzaioli erano gente esclusivamente di sinistra. Quegli altri, vergognandosi (giustamente) della destra italiana, stavano a casa a fare la maggioranza silenziosa. Ora sono diventati la maggioranza che rompe i coglioni.
Fino ad oggi i miei piazzaioli preferiti erano quelli che volevano fermare la globalizzazione vestendosi male, immediatamente seguiti da quelli che “riaffermiamo ancora una volta i valori della Resistenza”, cioè stare un po’ di mesi in un bosco a cercare i funghi aspettando che arrivino gli americani.
Da oggi i miei piazzaioli preferiti sono quelli della foto sopra. Quelli che difendono la famiglia (niente da aggiungere, fa già ridere così).
Gente che che oggettivamente non capisce un cazzo.

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non mi ricordo dove l’ho letta nè quale storico latino l’abbia scritta, ma è una frase che mi ha fatto sempre molto pensare e che qualche volta (poche volte purtroppo) mi ha aiutato a mantenere un equilibrio. La riporto a beneficio di quelli che si sforzano di coltivare uno spirito laico e scientifico: “Le azioni degli uomini non le disprezzare e non le giudicare, ma cerca di comprenderle.”
uno che quando sente dire "oggettivamente" si allarma - May 13, 2007 at 6:50 am
Diceva un saggio buddista (di quelli che oggi vanno tanto di moda nei circoli new age, età dell’acquario e altri tormentoni analoghi che non vogliono sapere che in India e paesi limitrofi si moriva/muore di fame): “Al mondo ci sono più teste di cazzo che cazzi”. Quanto ai piazzaioli (soprattutto quelli del family day), essi applicano alla lettera il principio gnoseologico ed epistemologico non proprio di derivazione cartesiana: “Poche idee, ma confuse”. Quello che in realtà mi preoccupa è che, essendo questi signori di stretta osservanza cristiana, non vogliano poi applicare alla lettera il precetto evangelico “Andate e moltiplicatevi”. Si studiassero almeno un po’ di statistica…….
Anonymous blog reader - May 13, 2007 at 6:53 am
Non mi ricordo quando l’ho letta nè quale storico latino l’abbia scritta (Tacito?) ma è una frase che mi ha fatto sempre molto pensare e che ho messo in pratica troppe poche volte.La scrivo a beneficio di tutti quelli che cercano di coltivare uno spirito laico e scientifico : “le azioni degli uomini non le disprezzare e non le giudicare, ma cerca di comprenderle”
uno che quando sente dire "oggettivamente " si allarma - May 13, 2007 at 7:01 am
Ti appoggio in pieno Marco, nulla da aggiungere…
Federico - May 13, 2007 at 6:43 pm
Vediamo con calma di capirci qualcosa senza sdegni e sarcasmi. Mi è venuto il fondato sospetto che i piazzaioli del family day potessero essere spinti dal più tenace e pericoloso sentimento umano: la paura. Credo non siano così sprovveduti da pensare sul serio che la famiglia sia in pericolo, visto che la famiglia, come istituto, è sempre esistita e (presumibilmente) sempre esisterà: probabilmente la sua ragion d’essere affonda nella biologia (concetto molto più saldo di quello abusato di “naturale”) e nell’etologia, cioè nella necessità di provvedere alla sopravvivenza e alla cura della prole, visto che il cucciolo umano è quello che più a lungo ha bisogno di cure genitoriali; la famiglia, poi, assume forme e sensi diversi nelle varie culture. In pericolo (o meglio in rapida trasformazione) è un insieme di valori, presupposti, riti, sensi, abitudini che la modernità sgretola con la più forte rivoluzione antropologica che abbiamo avuto dai tempi del neolitico. Allora si va in piazza per essere insieme, conoscersi e RI-conoscersi come parlanti di un medesimo linguaggio, per esorcizzare dubbi e incertezze che le persone non sufficientemente acculturate non possono permettersi, per non vedere l’incalzare di altri sensi e altre abitudini. Quando gridano “L’unica famiglia è quella naturale fondata sul matrimonio”, forse in realtà gridano “Ho fatto la scelta giusta, quella naturale, non turbatemi con dubbi e distinguo”. Forse non meritano sarcasmo, ma pietà: non quella ipocrita dell’accoglienza solidarista cattocom, ma quella che si deve alle vittime degli tzunami e dei terremoti. Che ne dici?
Anonymous blog reader - May 14, 2007 at 9:43 am
(Spezzetto i miei commenti altrimenti diventano troppo lunghi!!)
Tu hai avuto la fortuna di essere intelligente, studiare con passione ed entusiasmo, conoscere e capire un po’ più degli altri: vorrei che non lo dimenticassi e (scusa se mi permetto) riconoscessi che un po’ (forse un po’ più di un po’) di merito va ai tuoi genitori! Ora, il pericolo che corrono gli acculturati è quello di dare molte, troppe cose per “ovvie”, mentre ovvie non sono e anzi hanno richiesto secoli di lotte culturali e non solo per essere scoperte e riconosciute e affermate. Immagina di provare a esporre a un piazzaiolo la teoria lacaniana del fallo come significante dei significanti o quella di Bourdieu sul capitale simbolico o quella di Foucault sul biopotere (per non parlare di quella di Freud dell’invidia del pene!): sono temi che riguardano la vita di tutti i giorni dei piazzaioli, solo che non lo sanno e non lo possono sapere, stretti come sono tra le classi alte, con cui non possono competere, e quelle “basse” con cui temono di confondersi. Cosa avrebbe pensato cinque secoli fa un piazzaiolo se gli avessero detto che la terra si muove intorno al sole? Quanti piazzaioli sono rimasti a lungo terrorizzati dall’inoculazione del vaiolo? ecc. ecc.
Anonymous blog reader - May 14, 2007 at 9:52 am
Se poi mi dici che la resistenza è stata solo un cercar funghi in attesa degli americani, certamente non mi scandalizzi, solo che dici una cosa storicamente inesatta: è chiaro che senza gli americani (ma anche gli inglesi, francesi, neozelandesi ecc.) non ci saremmo liberati con i soli partigiani, ma la resistenza è esistita e non è un mito. Diciamo piuttosto che molti di noi (me compreso) sono stanchi della sacralizzazione e ritualizzazione della resistenza, delle continue repliche stonate di Bella Ciao (una canzone oggettivamente (!) brutta come i canti delle mondine e simili), dei penosi raduni di ex partigiani che raccontano tutti gli anni le stesse cose, del mito della rivoluzione mancata e/o tradita e così via. Soprattutto di una storiografia a senso unico che continua a non chiedersi quanto della cultura antropologica fosse COMUNE a fascisti e partigiani in quel momento storico, a partire dalla cultura di genere e dei rapporti uomo-donna: nelle case di tolleranza si incontravano fascisti e comunisti e per un’ora condividevano le stesse premesse e gli stessi (dis)valori. Su questo piano ti posso seguire.
Anonymous blog reader - May 14, 2007 at 10:01 am
Fino a pochissimo tempo fa era tutto diverso e forse la tua generazione non se ne rende conto a sufficienza: confini rigidi e certi tra generazioni, sessi, classi sociali, dialetti, culture, io qui tu lì, “si ‘l mi’ fijol en fà quil ch dich’io, el meno, cocco”. L’Italia un’immensa campagna desolata interrotta da centri urbani medi. Una cultura contadina basata sulla rassegnazione e l’adattamento passivo ai ritmi della natura: d’inverno fa la neve d’estate il solleone, ma il lavoro dei campi deve andare avanti sinnò en ze magna, cocco! Il parroco ci dice in cosa credere e in cosa no; le notizie arrivano lentamente in occasione di feste e mercati; ogni tanto una guerra combattuta non si sa contro chi e perché. L’educazione sessuale solo l’osservazione del toro e della vacca: il toro “je l’ha miss’ intla fregna ta la vacca” e sai quanto gliene importa al toro se la vacca ha l’orgasmo e se lo ha vaginale o clitorideo. L’infanticidio unico mezzo contraccettivo oltre all’aborto fatto con i ferri da calza (statistiche spaventose: leggi “Dare l’anima” di Prosperi, ottimo libro, anche se scritto da un normalista). La società chiusa, dice Popper. Poi tutto cambia: d’inverno ci scaldiamo, d’estate ci rinfreschiamo con pale e condizionatori. Di notte grazie alla luce elettrica facciamo quello che prima si faceva solo di giorno. Viaggiamo e scopriamo che quei barbari di inglesi mangiano pancetta fritta di mattina. Le donne si mettono in testa di avere l’orgasmo e si incazzano se il loro uomo non ce la fa (imparano a fare confronti tra pesi e misure e non credono più che “size doesn’t matter”) e magari vogliono anche laurearsi e fare l’ingegnere: il matto del villaggio va dallo psichiatra o addirittura dallo psicanalista. Il figlio del contadino vuole fare il liceo classico come quello del farmacista e magari pretende anche di fare un pacs col nipote del notaio. Si cominciano a vedere dei negri. Credi sia stato facile? Forse i piazzaioli del family day supplicavano “Basta cambiamenti, s’il vous plait, siamo stanchi di pensare, i nostri neuroni ultramillenari vogliono riposarsi su certezze”. (Sai: se non fosse stato per il caldo sarei andato a piazza Navona all’orgoglio laico. Bella forza: avrei trovato tutta gente che legge Virginia Woolf e non va alle Maldive perché è volgare. Ci andresti tu alla partita nella curva dei laziali?!)
(Ma non credere che abbia simpatia per i piazzaioli, anzi; è solo che se ci limitiamo a definirli teste di cazzo non si va molto lontano). Mi limito a starne lontano!!!!
Anonymous blog reader - May 14, 2007 at 1:45 pm
L’anonymous è nominato mio esegeta ufficiale
mds42195 - May 14, 2007 at 1:57 pm
Gli italiani non sono pronti per i cambiamenti!
Antonio - May 15, 2007 at 1:47 pm