VOTO PD (anche se…)
Ho deciso, voto il Partito Democratico. La scelta ha tre motivazioni. La prima è che un italiano che fa l’americano (Veltroni) è comunque meglio di un italiano che fa l’italiano. La seconda è la NON alleanza con i partiti della sinistra. La terza è la mancanza di alternative. Ho sondato anche altre soluzioni. Il Pdl è invotabile, non tanto per Berlusconi, ma quanto per tutti quelli di AN, da Fini in giù. Al centro non c’è niente. All’inizio mi ero molto interessato alla nuova formazione di Storace, La Destra, soprattutto per lo spessore della candidato premier Daniela Santanchè. Quando avevo ormai deciso per la svolta a destra, mi ha lasciato un po’ perplesso l’innovativo slogan “L’Italia agli italiani”. Sembra che il nuovo partito abbia grande seguito anche tra gli agricoltori e tra gli industriali grazie agli altri slogan “E’ l’aratro che traccia il solco ma è la spada che lo difende” e “Ardisco ad ogni… impresa”, quest’ultimo ritenuto molto simpatico. Infine, non essendo interessato a quella che sembra sia la più grave questione italiana, l’aborto, non me la sento di votare la lista di Giuliano Ferrara.
Pd quindi, anche se… Veltroni è sicuramente molto bravo in campagna elettorale, soprattutto a fornire un immagine innovativa del PD. A apprezzabile è soprattutto il tentativo di ringiovanimento, del maggior coinvolgimento delle donne e di esponenti del mondo del lavoro. Sarebbe altrettanto gradito anche un tentativo di non prendermi per il culo. Ad esempio evitando le candidature tipo quella dell’impiegata di un call center, che probabilmente un genio non è, e del sopravvissuto all’incendio della Thyssen.
Il fiore all’occhiello dell’opera di ringiovanimento è Marianna Madia. Ventisette anni, ricercatrice all’Arel, istituto specializzato nella frittura dell’aria, laureata in scienze politiche (indirizzo economico) con 110 e lode, “giovane economista”.
Anch’io sono laureato in Scienze Politiche con 110 e lode. Qualcuno, però, dovrebbe spiegare alla gente che, nell’università italiana di oggi, è impossibile NON laurearsi in Scienze Politiche con 110 e lode, a meno che non si è malati di Alzheimer (stadio avanzato). Dalle mie parti, inoltre, giovane economista è chi ha un Ph.D in economia, possibilmente da un’università di prestigio internazionale. Definirsi economista con una laurea in Scienze Politiche, è più o meno come definirsi medico perchè si ha un carissimo amico iscritto a medicina.
Tra le altre cose, Marianna è anche la figlia di un amico di Veltroni. Ma dice che non è raccomandata, dice.
Dice anche che nella prossima puntata di Report verrà proposto un filmato esclusivo che fa vedere Cristo che si costruisce la croce da solo, ci monta sopra e ci si inchioda, sempre da solo.
VOTA PD! (Sarebbe carino che dopo aver finito di candidare pagliacci vari, Veltroni trovasse un posto per Luigi Zingales, giovane, italiano, economista vero, non raccomandato)
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